Tunisia 13/02/08 - 22/02/08.
Diario di viaggio. Traghetto partenza ore 18.00 dal Porto di Genova Arrivo previsto a Tunisi alle ore 16.30 Attenzione come ogni volta ci si raccomanda di portarsi dietro cose da mangiare e da bere per evitare ogni acquisto in nave. Ed invece… acquistiamo una birra in lattina, una mitica Nastro Azzurro da 33 cl al costo di soli 3,60 euro!!! Caprese, un pezzo di formaggio e un po’ di pane spendiamo 13 euro. Per il ritorno ci attrezzeremo meglio. La cabina si presenta in buono stato con il suo bagnetto e una mitica finestra che da su un orizzonte blu di mare infinito. Diciamo che se non si è amanti di lettura o di cruciverba il miglior modo per riuscire a passare il tempo in modo più veloce possibile è dormire. Noi siamo riusciti ad andare a letto alle 23 e svegliarsi a mezzogiorno. La nave in agosto porta circa 2500 persone ora ci saranno più o meno 35. Ieri sera abbiamo festeggiato la partenza della spedizione con panettone e spumante iniziando a pianificare l’itinerario del viaggio. Si prospetta una bella avventura!!! Per l’ingresso in Tunisia occorre compilare vari moduli: un modulo per i dati personali, un modulo per i dati del veicolo con cui viaggeremo..mitico Landyy La giornata non è delle migliori … questa foschia non fa capire bene le reali condizioni del tempo . Ma per fortuna i 350 km che dividono Vicenza da Genova sono quasi compiuti!! La voglia di arrivare è tanta anche per conoscere le persone che condivideranno con noi il viaggio. Ore di arrivo 18. All’uscita della dogana incontriamo la nostra guida tunisina, il mitico Josuè, studente di 23 anni. Cambiato soldi 200 euro, 352 dinari .Ed eccoci sbarcati finalmente in Africa , dopo aver passato a fatica ttutti, la dogana dove vige il motto†se sei simpatico passi e se no ti controllo tutto e ti tengo fermo un ora..†Ci inoltriamo nelle strade tunisine, un paio di km scorrevoli e poi bloccati in un ingorgo a Tunisi…..dopo una breve sosta per carburante (attenzione c’è la tendenza a dare resto inesatto, partendo con la pompa non a zero) e acquisti veloci iniziamo a percorrere l’autostrada in direzione Scusse. Il paesaggio è pressoché nullo visto l’oscurità della serata ad esclusione dei “barrachini†qua e la che vendono i prodotti tipici del posto (dolcetti makroud, e infiniti grappoli di peperoncino). Incontriamo per la strada camioncino con carichi esagerati di carote e paglia, che occupano tutta la corsia che prosegue in direzione Kairouan. Ci addentriamo nel buio di una strada sterrata e ci accampiamo per la notte. Dopo pochi minuti la terra che sembra deserta inizia a ravvivarsi dall’abbaiare dei cani e dall’arrivo dal nulla di pastori con i bastoni. La nostra guida ci tranquillizza e così ci lasciano rimanere. Così prepariamo il campo per trascorrere questa fredda notte. Al risveglio si apre davanti a noi un paesaggio molto arido, con terra sabbiosa e piante grasse. Accompagnati da un pastore e un bambino andiamo in visita presso la loro abitazione, molto brulla e anni luce lontana da quello che noi chiamiamo casa; l’unica acqua disponibile è quella di un pozzo, dal sapore salato. La cucina si presenta all’aria aperta, cantonata da sterpaglie che ne fanno da perimetria. Lasciamo al bambino e alla sua mamma del disinfettante , dei calzini e, rientriamo verso il campo di “Bir Sid Khalife†Siamo di nuovo in viaggio direzione Mecnassi e finalmente vediamo la Tunisia con la luce del giorno. Valicando il passo di Col du Adeg la strada che prima era asfaltata a 2 corsie si restringe fino a diventare sterrato. Passiamo per un oasi di acque di zolfo rovinata però da molta immondizia. L’usanza qui tra una palma e l’altra è di lasciare le immondizie per terra vista anche l’inesistenza di cestini… Per raggiungere Granello 6 troviamo delle difficoltà con la strada e non ci rimane altro che accamparci lungo la strada non lontano dall’abitazione di una famiglia. Pranzando abbiamo il contatto con loro e non esitano, nonostante la loro povertà , ad offrirci uova, pane arabo, olio di palma con miele e the. Lasciamo alle bambine dei quaderni, vestiti e un telo impermeabile al vecchio del gruppo. Ripartiamo percorrendo una strada sterrata e dopo poco il Defender di Bruno ha un problema al portapacchi; fortunatamente riusciamo a risolverlo con delle stropp in aggiunta. Siamo accampati per la serata a Ciot Elfeyai, tipica zona di lupi. il Presidente
E’ l’alba di sabato e siamo risvegliati da uno splendido paesaggio, intorno a noi il nulla ma il cielo e le montagne prendono con il sole dei colori intensissimi. Si parte di nuovo verso Touzeur costeggiando sulla destra una colonna montuosa. Avvistiamo i primi cammelli e un caprone. Sulla nostra sinistra iniziano ad apparire i primi miraggi, all ‘apparenza somiglianti ad una laguna.La pista che stiamo percorrendo inizia ad essere di sabbia a tratti battuta.Lungo la strada ci fermiamo in un paesino di nome Egoumesse con poche case. Qui ci vengono incontro vari bimbi gridando Stilo Stilo ... entriamo in visita presso una abitazione e notiamo nello sguardo di una bimba, un occhio offuscato. Chiediamo informazioni e ci viene detto che la bimba non vede dall’ occhio destro e che tra pochi giorni verrà sottoposta ad una visita per accertamenti. Prendiamo il loro numero e promettiamo di richiamare x avere informazioni sull ‘esito. Passiamo da Touzeur e Nefta dove ci fermiamo a rifornire noi e le auto. Ripartiamo per la pista che costeggia il lago salato Chott El Jerid, dove si presenta un primo pezzo impegnativo con sabbia sale e acqua. Il 110 di MB si rovescia su un lato niente di grave per fortuna. Riassestato il mezzo siamo nuovamente in direzione Duoz. Arriviamo per cena e questa notte, si fa i signori e, si va a dormire all’ hotel 23 Mars. Doccia. cena in un ristorantino con portata di Cous Cous e agnello alla griglia. Douz è una cittadina turistica e lo si può capire facilmente dai 1000 negozietti sparsi qua e là . Anche dalle persone che incontriamo,perchè cercano di avvicinarsi per proporsi come guide o per accompagnarci nelle loro bancarelle. Per Pamela passeggiare per strada,di sera,non è semplice;qua la consuetudine è, per le donne, non uscire dopo il tramonto. La mattina seguente la passiamo in paese e dopo alcune ore aspettando la riparazione di MB ci incamminiamo con i nostri mezzi in direzione Granello 5: Il POZZO; il tempo non è dei migliori ma il paesaggio e straordinario. Da Douz si passa sotto un arco bianco detto: La porta del deserto e si presenta davanti ai nostri occhi uno spettacolo di migliaia di dune e dromedari. Percorriamo circa 2 ore di sabbia fino al raggiungimento del pozzo, non distante c’é l ‘accampamento di Mednali. Veniamo accolti bene e dopo poco, siamo invitati ad entrare nella loro tenda, all’ interno di un igloo c’é lei ; una sensazione incredibile, questa piccola bambina con una testa gigante ,Granello 1. L’emozione é molto forte e non alla portata di tutti .Il Presidente.
Domenica 17/02/08 Passiamo con lei alcune ore e ci chiediamo com’è possibile vivere cosi. Loro sono felici anche senza tutte le comodità che a noi sembrano indispensabili. Tramite Josef ci accordiamo per l’acquisto di 2 dromedari e con queste nuove sensazioni nel nostro cuore non ci rimane che ritornare a Douz. Anche questa notte la passiamo in albergo cercando di riposarci al meglio per la giornata di domani.
Lunedì 18/02/08
Siamo a Lunedì e nella mattinata, mentre aspettiamo che Franz sistemi la sua auto, noi andiamo subito in banca per cercare di prelevare i 2500 dinari (circa 1500 euro) per poter comprare i dromedari per la famiglia di Mabruka. Purtroppo non riusciamo a fare il prelievo e, non ci rimane che accordarci con il fratello di Mehdi per un vaglia postale al nostro rientro in Italia. Verso mezzogiorno partiamo in direzione Ksar Ghilane. Con i nostri mezzi attraversiamo itinerari fantastici. Per la strada incontriamo pochissime persone e solo nella lontananza vediamo gruppi di dromedari e qualche moto da enduro. Veniamo accompagnati all’arrivo a Ksar Ghilane da uno splendido tramonto. Apriamo le tende, ceniamo e, andiamo a dormire. Martedì 19/02/08 Questa notte la temperatura è scesa a meno 2. Ksar Ghilane è un oasi turistica con la particolarità di avere una pozza di acqua termale, dove visto il bel sole, non esitiamo a fare il bagno. Salutiamo e lasciamo qualche aiuto ad una famiglia del paese. La beneficenza dei nostri aiuti qui non è indispensabile visto la grande affluenza di turisti, anzi non farebbe altro che modificare le abitudini della gente del posto. Ripartiamo in direzione Chenini. In serata dopo un percorso impegnativo, arriviamo;ceniamo al ristorante del dottor Toubib. Franz ce lo aveva segnalato come intermediario, per il progetto del bimbo con problemi al cuore, operato tempo fa, con l’aiuto di Granello di Sabbia. Avevamo inviato dei soldi per aiutare la famiglia a sostenere le spese mediche. Prendiamo notizie sullo stato di salute del bimbo tramite una telefonata fatta con l’aiuto di Toubib, nella quale ci viene detto che, anche un altro bimbo ha bisogno di aiuto. Prossimamente Franz prenderà contatto per una visita, purtroppo, la distanza è troppa per raggiungerlo adesso e i tempi sono stretti. Ma GdS non dimentica e farà di tutto per portare aiuto anche a questo bambino e alla sua famiglia, con l’aiuto dei nostri soci che ci sostengono instancabilmente. Il Presidente e Pamela. Mercoledì 20/02/08 Visita alla moschea di Chinini e poi partenza verso Katouine. Arriviamo ad El Hamma, ci fermiamo alla scuola e conosciamo i tre maestri. La scuola si presenta ben attrezzata, la classe è composta da 27 alunni che partecipano alle lezioni dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 13. Lasciamo a loro stessi alcuni quaderni e penne, parliamo loro dell'Associazione umanitaria e ripromettiamo di ripassare. Per l'ultima cena ci fermiamo al colle Halfaya, non distante da un piccolo paese…..paese……diciamo 3 case. Le persone sono molto accoglienti e scambiamo con loro qualche parola, prima di prepararci per la cena. Giovedì 21/02/08 Purtroppo è giunto anche l'ultimo giorno e, ci rimane una sola ultima meta prima del nostro ritorno in Italia, passare per la famiglia di Latifa, la bimba a cui abbiamo inviato aiuti per poter frequentare la scuola. Qui il gruppo si divide per paura di fare tardi all'imbarco della nave. Noi e Franz prendiamo la strada in direzione Haddey, mentre gli altri proseguono su asfalto in direzione Sfax. Dopo 10 minuti di strada Franz prende una buca troppo forte e questo causa l'uscita della molla dalla sede. L'ammortizzatore è già stato tolto in precedenza per la rottura della vite. Per fortuna grazie alla buona attrezzatura in 15 minuti tramite la binda e una chiave da 16 riassestiamo il mezzo e ripartiamo. Arriviamo al paese di Haddey, la famiglia non è in casa ma veniamo accolti in modo molto piacevole dai vicini. La casa ci da l'impressione di essere completamente vuota ma in seguito ci accorgeremo che non è così. Dopo pochi istanti arrivano nonna, mamma, zii e fratelli di Latifa che ci invitano a visitare la loro abitazione offrendoci il tipico pane con miele e olio. Nell'entrare nella stanza detta cucina, giace sopra delle coperte un bimbo, all'apparenza di 7-8 anni legato al muro con una corda. Il bimbo già aiutato precedentemente da GdS, con il pagamento di alcune visite, presenta una grave malattia mentale. Il pensiero di questo piccolo rinchiuso all'interno di questa stanza ci crea un emozione talmente forte da farci scendere alcune lacrime. Probabilmente la corda serve per evitare che il bimbo si possa far male con degli oggetti della cucina. Il nostro pensiero va subito alla possibilità che, tramite l'associazione, si riesca ad acquistare qualche oggetto che possa agevolare la vita a questo bimbo malato. Lasciamo la famiglia per dirigerci in direzione della scuola. Passiamo alcuni momenti con il preside e il maestro della bimba, dentro il loro misero ufficio ci illustrano il registro scolastico e ci confermano la regolare frequenza scolastica di Latifa. Le materie positive sono 10 su 20. Quelle negative sono dovute all'assenza, di 2 anni da parte di Latifa, dalla scuola. Il preside ci spiega che i bambini frequentano la scuola, ma quando tornano a casa invece di studiare vengono mandati dai genitori a lavorare in strada ad aspettare i turisti per la consegna delle "stilo". Quando ritorneremo e spero, anche quando qualcuno di voi verrà a visitare questi fantastici posti, se porterete del materiale didattico consegnatelo direttamente alle scuole e non ai bambini per strada.Prima di congedarci dal preside cerchiamo di concordare, magari alla nostra prossima visita, un incontro genitori scuola alunni per spiegare l'importanza della frequenza a scuola e dello studio a casa. A Kariouan salutiamo Franz, famiglia e il mitico Joseph e ci dirigiamo a tutta birra al porto di Tunisi. Eccoci qui a poche ore da Genova e alla fine di questo fantastico viaggio in un paese dove ad ogni famiglia che è stata visitata si è lasciato un pezzettino del nostro cuore con la promessa di ritornare e lasciarne sempre un pezzo più grande! Si ringraziano tutti i partecipanti alla missione……alla prossima…..
Enrico e Pamela